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PAPARDO'


All’inizio degli anni ’80 noi isernini (almeno la mia comitiva), in questo periodo, si andava al mare da “Papardò”! 
Un posto meraviglioso tra Gaeta e Sperlonga, sul Tirreno chiaramente!
Nella mia Fiat 125 special facevo il pieno di amici. Più che un’automobile era una discoteca viaggiante con un impianto Pioneer con amplificatore esagerato, casse e subwoofer.

Quando si avviava la musica si muovevano gli sportelli e i finestrini!
Si partiva così da Isernia, cantando e ballando da seduti fino al parcheggio del lido Papardò.
Una volta parcheggiato bisognava scendere qualche centinaio di gradini per arrivare giù in quel pezzo di paradiso.

Non c’erano né bar né ristoranti ma una specie di chiringuito, un chioschetto in pratica, molto fornito di panini e bibite.
Spiaggia bianca, enorme, pulita, solo giovani perché per arrivarci era un po’ impegnativo specialmente al ritorno quando poi la scalinata bisognava rifarla in salita!
Le trascorrevamo lì le nostre splendide giornate estive quando eravamo poco più che ventenni.

Poco distante da quel paradiso c’era la sezione riservata ai nudisti, che per noi era una assoluta novità. Ci piaceva molto quel senso di assoluta libertà, eravamo inebriati da quella situazione, da quel mare, da quel sole, da quella meravigliosa spiaggia, dalla musica che continuava ad essere diffusa dal chioschetto sulla spiaggia.

E lì che veniva voglia di chiedere a Dio di fermare il tempo.


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